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RIP v2 e default routes su router cisco

In questo articolo terminiamo la trattazione sul RIP iniziata nei precedenti articoli, RIP e configurazione sui router cisco e RIP: load balancing e integrazione delle rotte statiche, fornendo una comparazione tra il RIPv1 e il RIPv2.

Entrambe le versioni di RIP sono dei protocolli distance vector, sono facili da configurare e usano l’hop count come metrica (dopo 15 hop la rete viene posta come irraggiungibile), usano l’holddown timers e lo split horizon per evitare i routing loops. I router hanno conoscenza delle sottoreti direttamente connesse e gli aggiornamenti includono informazioni sulla topologia (almeno la metrica); tali aggiornamenti avvengono in maniera periodica.

Il RIPv2 apporta dei vantaggi rispetto alla prima versione del protocollo. In particolare il RIPv2:

  • supporta il classless routing;
  • include nei routing updates le subnet mask;
  • ha un meccanismo di autenticazione negli updates (utilizza la criptatura MD5);
  • invia gli aggiornamenti in multicast (indirizzo 224.0.0.9) anziché in broadcast;
  • usa un routing tag con VLSM.

La configurazione del RIPv2 è identica a quella del RIPv1, l’unica differenza sta nell’inserire il comando version 2, come da esempio sotto:

Router(config)#router rip
Router(config-router)#version 2
Router(config-router)#network network-number

Per la verifica della configurazione si possono utilizzare i comandi show ip protocols, show ip route e show ip interface brief oltre, ovviamente, a show running-config. Il troubleshooting del RIPv2 può avvenire con il comando debug ip rip mentre per disattivare il debug basta inserire no debug all oppure undebug all.

Prima di concludere parliamo della rotta di default (default route). In generale, un router apprende il percorso verso una data destinazione in tre modi: attraverso una rotta statica (l’amministratore inserisce manualmente la rotta), con una rotta dinamica (grazie agli aggiornamenti inviati secondo un protocollo di routing) oppure per mezzo di una default route.
L’amministratore di rete può definire manualmente una rotta di default, cioè il percorso da seguire nel caso in cui non conosca alcuna rotta per raggiungere la destinazione. La rotta di default porta come vantaggio l’avere una ridotta tabella di routing e un percorso di default per destinazioni non conosciute.
La default route può essere impostata dal comando ip default-network in reti che utilizzano routing dinamico:

Router(config)#ip default-network rete

ad es.:

Router(config)#ip default-network 192.168.10.0

oppure attraverso una rotta statica, ad es.:

Router(config)#ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 s0/0

dove gli zeri sia nel campo ip che nella subnek mask indicano ogni rete di destinazione con qualsiasi maschera. L’s0/0 è interfaccia su cui inviare i pacchetti (nell’esempio la seriale 0, dovete modificarla in base alle vostre esigenze).

Routing e rotte statiche

Il Routing è il processo usato da un router per inviare i pacchetti fino a destinazione e utilizza come metodo decisionale l’indirizzo IP di destinazione. La decisione per l’invio di pacchetti a una rete remota può avvenire in maniera statica o in maniera dinamica. In questo articolo vedremo come configurare sui router cisco le rotte in maniera statica (static routing) ovvero configurando manualmente le informazioni sulle reti remote. Ovviamente, essendo configurate manualmente, l’amministratore di rete deve aggiungere o rimuovere rotte statiche ogni volta ci sia una variazione della topologia della rete.

Sui router cisco il comando da utilizzare per inserire una rotta statica è il comando ip route seguito da 3 parametri obbligatori che sono: rete remota, maschera della rete e ip d’uscita (o l’interfaccia d’uscita). Facciamo un esempio. Si voglia inserire la rotta statica alla rete 192.168.10.0 con maschera 255.255.255.0 da un router che ha come interfaccia d’uscita una seriale (ipotizziamo la seriale1) che ha IP 192.168.4.1; possiamo definirla tramite 2 comandi equivalenti:

- Router(config)#ip route 192.168.10.0 255.255.255.0 s1

oppure

- Router(config)#ip route 192.168.10.0 255.255.255.0 192.168.4.1

poiché basta indicare o l’interfaccia d’uscita o il suo IP.

Un parametro opzionale è la distanza amministrativa (o administrative distance) che indica l’affidabilità di una rotta: una distanza amministrativa minore indica un’affidabilità maggiore. Essa può assumere un valore compreso tra 0 e 255; nelle rotte statiche, se non esplicitamente indicato, il valore della distanza amministrativa è 1.
Spesso la distanza amministrativa viene modificata per creare delle rotte statiche di backup nel caso in cui le rotte dinamiche (o dynamic routing) falliscano l’apprendimento. In questo caso bisogna indicare la rotta statica con un valore della distanza amministrativa più alta di quella del dynamic routing utilizzato. Ad esempio:

- Router(config)#ip route 192.168.10.0 255.255.255.0 s1 150

La default route è la rotta utilizzata per instradare i pacchetti che hanno una destinazione che non coincide con nessuna delle rotte che si trovano nella routing table. La default route è un tipo speciale di rotta statica che si scrive nel seguente modo:

- Router(config)#ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 s1
oppure
- Router(config)#ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 192.168.4.1

ovvero inserendo come ip e maschera di destinazione a 0 e inserendo alla fine l’interfaccia d’uscita.

La verifica della configurazione avviene tramite i comandi show running-config e show ip route in modalità privilegiata. Ovviamente, per ritrovarsi la configurazione dopo il riavvio del router bisogna salvare la configurazione sulla configurazione d’avvio con il comando show running-config startup-config.